CASTELFERRETTI Un chiaravallese opposto a tanti conoscenti e diversi amici. Il derby di sabato (ore 14.30, al Fioretti) contro il Chiaravalle sarà ricco di significati per Nicolò Parasecoli, 21 anni, colpo roboante del mercato estivo della Castelfrettese che lo ha prelevato in prestito dalla Biagio Nazzaro. Alla prima esperienza lontano da casa dopo una stagione in Promozione e quattro in Eccellenza, il giovane trequartista sta mostrando il proprio valore con la maglia biancorossa tanto da aver segnato 3 reti e sfornato diversi assist decisivi nelle prime 9 giornate.

Nicolò, che partita sarà per te contro la seconda squadra della tua città?

«Una sfida curiosa, nella quale troverò per la prima volta tanti compaesani da avversari. Li conosco tutti, a partire dall’esterno sinistro Dario Moretti con cui ho un profondo rapporto di amicizia. Ci sono poi Ramoscelli e Lupini, oltre a Giampieri, con i quali ho giocato insieme alla Biagio Nazzaro. Il Chiaravalle è una bella realtà, formata da giocatori profondamente legati alla maglia e abituata a disputare campionati di alta classifica ottimizzando le risorse umane del posto».

Nella squadra principale di Chiaravalle, la Biagio Nazzaro, hai militato da ragazzino fino a cinque mesi fa…

«Non è solo il club per cui sono tesserato, ma la squadra del mio cuore. Tuttora, la domenica, vado in casa e fuori a tifare per i rossoblù. Da quando sono nato, la Biagio ha sempre militato da protagonista in Eccellenza. Non l’avevo mai vista penultima in Promozione: mi piange il cuore e spero che si riprenda in fretta tornando ai livelli abituali».

Come mai hai deciso di provare altre esperienze?

«Per crescere e migliorare in un ambiente nuovo. Dopo la retrocessione dell’Eccellenza la delusione era tanta e ho deciso di farmi le ossa lontano dal campo dei Pini e dal Comunale, ai quali ero abituato. Magari un giorno tornerò alla Biagio da giocatore formato e più consapevole del proprio valore. La Castelfrettese mi ha prospettato un progetto ambizioso, facendomi sentire importante, e non ho avuto dubbi nell’accettare».

Qual è il tuo ricordo più bello?

«La sfida in casa della Vigor Castelfidardo, seconda a -3 dalla mia Biagio, prima. Un’autentica finale. Era il 22 febbraio 2020: vincemmo 1-0, segnai con una bella azione personale e allungammo a +6. In pratica quel gol fu decisivo per la promozione in Eccellenza perché la settimana dopo scoppiò la pandemia, il campionato venne sospeso e la classifica diventò definitiva. Indimenticabile anche il debutto in Eccellenza, a soli 16 anni. Mi lanciò Massimo Lombardi nei minuti finali contro il Ciabbino, l’attuale Atletico Ascoli, sul 3-0 per noi».

E le delusioni più grandi?

«Purtroppo con la Biagio sono retrocesso due volte dall’Eccellenza alla Promozione, perdendo per due volte fuori casa ai playout e sempre per 2-1. Il 12 maggio 2019 rimasi in panchina sotto il diluvio a Bellocchi, contro l’Atletico Alma di Tommaso Mazzarini che ho ritrovato prima alla Biagio e oggi alla Castelfrettese. Il 29 maggio 2022 a Porto Sant’Elpidio dovevo entrare all’inizio dei supplementari sull’1-1, ma l’espulsione di un compagno rivoluzionò tutti i piani e la mossa avvenne tardi, quando il risultato era compromesso».

Quali allenatori ti hanno lasciato di più?

«Sono cresciuto sotto i profili del carattere e della personalità con Giammarco Malavenda, che ho rivisto con piacere due settimane fa, anche se da avversario, sulla panchina della Filottranese. In precedenza Franco Gianangeli, tecnico preparato e scrupoloso, mi aveva migliorato sotto diversi aspetti. Ricordo con piacere anche Mirco Omiccioli, un grande mister che mi stava insegnando tanto: peccato sia rimasto alla Biagio solo cinque partite».

Cosa ci dici di mister Bugari e del suo staff?

«Siamo in Prima Categoria, ma sembra di stare in una realtà superiore. I ritmi sono intensi, le metodologie coinvolgenti: lavoriamo sodo e ci divertiamo allo stesso tempo».

Come ti trovi alla Castelfrettese?

«Benissimo perché ho trovato le componenti ideali per esprimermi al meglio. Con i compagni abbiamo formato un gruppo splendido che lotta per un unico obiettivo in campo e ha il piacere di frequentarsi anche fuori. La società è attenta a ogni nostra esigenza e non pensavo di trovare tanta organizzazione. Sento il dovere di dare il massimo in ogni occasione per ripagare la fiducia del presidente Augusto Bonacci e di tutta la dirigenza».

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