CASTELFERRETTI Sette centri in quindici giornate per un totale di undici punti portati in dote. Hanno sempre un peso specifico notevole i gol di Aleks Beta, da due stagioni punto di forza dell’attacco della Castelfrettese. Da esterno, seconda punta o centravanti, il 26enne ariete albanese ha la capacità di fornire prestazioni di alto livello in qualsiasi posizione grazie alla sua peculiarità innata di lottare su ogni pallone e di non mollare mai.

Aleks, da quanti anni giochi a calcio?

«In realtà da pochi avendo iniziato tardi. Non ho svolto la trafila in alcun vivaio partendo direttamente dalla Promozione con la Laurentina. Forse se avessi giocato nei settori giovanili avrei potuto sviluppare meglio alcune caratteristiche, ma con il tempo sono riuscito a colmare il gap».

Quali esperienze ti hanno lasciato di più?

«Ricordo con piacere il biennio in Seconda Categoria all’Ostra Vetere, dove ebbi per la prima volta la possibilità di giocare titolare e di mettermi in evidenza con 25 gol. In rossoblù conobbi mister Togni che mi diede fiducia e mi insegnò tanto, tirandomi fuori la grinta e la caratteristica di dare tutto fino all’ultimo secondo. Alla Castelfrettese arrivai tre anni fa proprio grazie a lui, con il quale ho tuttora un ottimo rapporto».

Come ti trovi in biancorosso?

«Benissimo, avendo trovato una società organizzata sotto tutti i punti di vista che vuole raggiungere traguardi importanti come me. Nell’estate del 2020 ero reduce dall’esperienza al Mondolfo in Promozione, ma non mi pesò di scendere in Prima Categoria perché il presidente Bonacci mi prospettò un ambizioso programma di crescita».

E con il nuovo staff tecnico?

«Non potevo pretendere di meglio. Mister Bugari ha frequentato categorie superiori così come il preparatore atletico Simonetti: col contributo di Mattia Principi e Gambadori hanno portato un salto di qualità notevole nell’allenamento e nella gestione del gruppo. A luglio avevo ricevuto qualche richiesta di categoria superiore, ma la loro presenza mi ha spinto ad accettare in un attimo la proposta di rinnovo. Se loro due avevano sposato questo progetto significava che c’era l’ambizione di vincere».

Come ti trovi con i compagni di squadra?

«Abbiamo creato un gruppo straordinario e affiatato, dentro e fuori dal campo. Diversi abitano a Senigallia come me e ci frequentiamo nella vita di tutti i giorni. Siamo tutti ragazzi in gamba, con la testa sulle spalle e remiamo nella stessa direzione per realizzare qualcosa di significativo».

Qual è il tuo obiettivo?

«Poter disputare la Promozione da protagonista con questi colori. Alla Laurentina e al Mondolfo non ho giocato con continuità, ma sono consapevole attraverso l’impegno e il lavoro costante di poter dire la mia anche in categoria superiore. Arrivarci con un gruppo che conosco e con una società che mi ha sempre dato tutto sarebbe fantastico. L’anno scorso siamo stati a lungo in vetta, ma gli infortuni e la rosa corta ci hanno impedito nel finale di coronare il sogno. Quest’anno ci riproviamo con una rosa più lunga in un campionato molto competitivo».

In quale ruolo dell’attacco ti esprimi meglio?

«Mi adeguo alle esigenze della squadra. Posso fare la prima punta, partire da lontano o agire da esterno. Metto volentieri le esigenze personali in secondo piano rispetto a quelle del collettivo. Ho la fortuna di giocare con compagni di reparto molto forti, come Paniconi, Parasecoli, Rocchi e Lungarini, con i quali riesco a esprimermi bene».

Cosa fai nella vita di tutti i giorni?

«Da quasi quattro anni lavoro da operaio in un’azienda che si occupa di macchine di frantumazione e vagliatura. Sono un tifosissimo milanista e il mio modello di riferimento non può che essere Ibra».

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