Domenica prossima, 28 agosto, in Piazza della Libertà, in anteprima allo spettacolo musicale delle “Bollicine”, avverrà la premiazione degli atleti e delle società locali, che si sono distinte, nel corso dell’ultimo anno, sia a livello regionale che nazionale.

Il secondo personaggio che andiamo a conoscere è Gianfranco D’Errico.

Gianfranco è un calciatore della Vigor Senigallia che parteciperà al prossimo campionato di serie D dopo aver vinto il campionato di Eccellenza Regionale ed essersi fregiato del titolo di capocannoniere e di sportivo dell’anno di Senigallia

Gianfranco è nato in Argentina ma si è trasferito da piccolissimomin Italia a Castelferretti.La sua famiglia, mamma papà, sua sorella e suo fratello sono ovviamente conosciutissimi qui al “paesello”

Di seguito una breve intervista che ci ha rilasciato “Gian”

Ciao Gianfranco, tutti noi ti conosciamo come Gian, o preferisci essere chiamato Derrik come fanno a Senigallia?

A Castelferretti mi conosco tutti da sempre come “Gian “, quindi va benissimo così.

Molti ti ricordano da piccolo che con il tuo caschetto di capelli biondi ed in compagnia del tuo prezioso pallone non la smettevi mai di calciarlo contro i muretti di piazza della Libertà e del castello dove abitavi, ne è passato di tempo da allora, quali erano a quel tempo i tuoi sogni?

Si,da piccolo giravo sempre con il pallone tra i piedi, e, come tutti i ragazzi appassionati di calcio, sognavo un giorno di diventare un calciatore ai massimi livelli.

Ed oggi, dopo così tempo li senti realizzati?

Ad oggi non ho raggiunto quei sogni, ma mi sono tolto molte soddisfazioni e sono orgoglioso di aver continuato su questa strada, la stessa  che fin da bambino avevo scelto.

Hai fatto tante esperienze prima di approdare alla Vigor Senigallia che nell’ultima stagione in particolare ha visto esplodere il tuo talento con la vittoria del campionato ed il titolo di capocannoniere, pur se non sei propriamente un bomber, come viene inteso nel calcio di oggi, qual’ è stato, finora, il momento più bello e quello più brutto della tua carriera? 

Sicuramente quest’ultimo anno è stato sicuramente il più bello direi fantastico sia per le soddisfazioni di squadra con la vittoria del campionato che personali, vincendo il titolo di capocannoniere in Eccellenza.

Il momento più brutto invece, risale a circa 6 anni fa, quando, per motivi personali, stavo per “attaccare le scarpette al chiodo” ma, per fortuna non l’ho fatto. Anche perché non posso immaginare la mia vita senza calcio.

Ora che a 28 anni la tua consacrazione è definitiva, pur se gli addetti ai lavori ti hanno da sempre considerato un giocatore di classe eccelsa, pensi che sia ancora possibile un tuo approdo al professionismo?

Nonostante i miei 28 anni, appena festeggiati, ho ambizioni e molto voglia in più di continuare su questa strada ,quindi si, ad oggi é diventato il mio piccolo sogno arrivare al professionismo. 

I sogni, per altro, fanno bene  e grazie a questi che si possono trovare nuovi stimoli e forze  per continuare a lavorare duramente.

Quali sono i tuoi ricordi della Festa dei Ragazzi?

Ho molti bei ricordi della Festa dei Ragazzi. Ricordo benissimo che da piccolo non vedevo l’ora che iniziasse come tutti i miei coetanei della zona.

Era emozionante giocare sul campo verde del Fioretti, ma ricordo con affetto anche la festa in se per se, che aveva il potere di  riunire tutta la gente di Castelferretti.

Cosa ti senti di dire ai tanti piccoli calciatori che scenderanno  in campo in questi giorni allo Stadio Fioretti alcuni dei quali per la prima volta in assoluto?

Ai piccoli calciatori dico di godersi al massimo il tempo passato dentro al rettangolo di gioco, di divertirsi, di creare amicizie, di crescere, di avere ambizioni.

Buona fortuna a tutti.

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